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TORRE ASTURA
(di Oscar Rampone)
Il confine di Nettuno è segnato, ad est, da Astura, località molto apprezzata fin dai tempi dell'antica Roma. Era un volta terra dei volsci che si dedicavano alla pirateria.
Nell'anno 416 di Roma, il console Caio Mario vinse in Astura una grande battaglia contro gli anziati, i veliterni ed i prenestini. Assoggettati i volsci, Roma fece di tutto il lido fino ad Anzio, ma in particolare in Astura, un luogo di ozi raffinati per patrizi e imperatori, e in ville sontuose con tesori di arte e bellezza. Fra queste ville, una di Marco Tullio Cicerone, il quale ne possedeva ben 18, ma prediligeva quella di Astura, che sorgeva sul mare ed aveva alle spalle una selva di querce e cerri millenari tanto decantati dal grande oratore.Era qui che Cicerone meditava e preparava eloquenti orazioni che sarebbero state tramandate ai posteri. fu qui che scrisse il Trattato della Consolazione, proprio per trovare conforto alla perdita di sua figlia Tulliola. E molte delle 396 lettere indirizzate da Cicerone al suo grande amico Tito Pomponio Attico parlano delle delizie di Torre Astura." Non vi è nulla di più sereno, splendido e ameno. Astura è un paradiso".Infine fu qui che nel 43 a.C. Cicerone si rifugiò quando lo ceravano i sicari di Antonio, dai quali fu poi ucciso.Augusto e Tiberio vi contrassero la malaria, malattia che doveva restare misteriosa per altri 19 secoli, ed alla quale veniva dato un nome buffo:" languidezza di forze"Nell'anno 41, nelle acque di Astura, l'imperatore anziate Caligola vide nella remora, che con la sua ventosa si era attaccata al timone della nave, un presagio di morte. Molto probabilmente la remora non voleva dire proprio niente. Comunque quattro mesi dopo, sul Paladino, Caligola fu ucciso dagli uomini di Cassio Cherea.Dopo la florida epoca romana, Astura sprofondò nel buio del Medio Evo, le sue ville ed i suoi templi vennero messi a sacco e a fuoco dai pirati
Era un'importante punto di approdo nel Tirreno mediano, Astura, per la sua posizione, controllava la via Severiana che univa Ostia a Terracina. La prima citazione storica della località si riscontra in un documento del 987, custodito nella Biblioteca vaticana, con il quale il territorio venne donato alla senatrice Stefania e da Benedetto dei conti di Tuscolo al Monastero di sant'Alessio sull'Aventino a Roma. Astura nel XI era un centro attivo dal punto di vista economico, ciò attirò di nuovo l'attenzione dei conti Tuscolo che rioccuparono il territorio e costruirono la prima torre di difesa sui resti del faro del porto romano .Nel 1193 ai conti Tuscolo subentrarono i Frangipane, già signori di Lanuvio, i quali ampliarono il complesso difensivo circondando la torre con un muraglione che utilizzava parte del recinto della peschiera romana.
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Nel 1268 Torre Astura fu protagonista del triste episodio di Corradino di Svevia. Il giovane principe, dopo la sconfitta riportata nella battaglia di Tagliacozzo contro Carlo d'Angiò, raggiunse Astura dove riuscì ad ingaggiare un pescatore che avrebbe dovuto condurlo in salvo a Pisa. Non avendo denaro, il principe pagò il servizio con un magnifico anello che il pescatore a sua volta vendette dicendo di averlo da un giovane malvestito ma di nobile aspetto. I Frangipane compresero subito che si trattava del principe per cui raggiunsero la barca con i fuggiaschi, prelevarono gli svevi e li imprigionarono ad Astura. Conteso dal mare da Roberto di Lavena, ammiraglio di Carlo d'Angiò, e da terra dal Cardinale Jordan Peronti di Terracina (per conto di Clemente IV) Corradino venne consegnato, dietro lauta ricompensa, ai soldati di Carlo d'Angiò che lo trascinarono in catene prima nel Castello di San Pietro sopra Palestrina, poi lo condussero a Napoli, dove fu decapitato alla presenza di tutto il popolo sulla piazza del Mercato. Aveva solo sedici anni ed era l'ultimo degli Hohenstaufen.
Circa venti anni dopo la tragica esecuzione, gli Aragonesi vendicarono la morte del giovane Corradino sbarcando ad Astura al comando di Bernardo da Sarriano e prendendo d'assalto il castello. Nella battaglia mori' il figlio di Giacomo Frangipane trafitto da una lancia.
Nel XIV secolo, nonostante le opere di fortificazione fatte eseguire da Angelo Malabranca signore di Conta, il castello venne quasi completamente distrutto dalle truppe imperiali guidate da Ludovico il Bavaro. Da allora Astura andò prima ai Gaetani nel 1303, poi ai Malabranca, sotto i quali, nel 1328, la rocca venne incendiata ancora un volta da una flotta siciliana; nel 1329, per volere del papa Giovanni XXII venne divisa fra i Malabranca e Margherita Colonna, la quale nel 1355, donò la sua parte all'ospedale di SantoSpirito. Divenne poi degli Orsini (1372), dei Colonna (1424), dei Borgia (1501), tornò ai Colonna ( 1503), passò ai Carafa di Napoli (1556), fu ripresa dai Colonna e da questi venduta, nel 1594, alla Camera Apostolica; che ne mantenne il possesso fino al 1857, quando la cedette al principe Camillo Borghese. Questi infine la cedettero allo Stato verso la metà del XX secolo. Da più di un secolo la zona è occupata da un poligono militare per la sperimentazione ed il collaudo dell'artiglieria.
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