02 - LA CARTOLINA (pag55)
In Italia ci sono troppi
laureati in lettere…e nessuno in cartoline.
Principe Antonio De Curtis
LA CARTOLINA ILLUSTRATA, come tutti
sanno, si presenta al destinatario come
un rettangolo di cartoncino di pochi centimetri.
Su di un lato, di solito, una veduta od un
altro soggetto; sul lato opposto uno spazio per
scrivere una data, un saluto, una firma con cui
sembra esaurirsi la sua funzione, oltre beninteso,
l’indirizzo del destinatario.
Giunta a destinazione però, accende un sorriso
e mentalmente si risponde al “ti ho pensato”
con un “grazie del pensiero”, fragile anello
di carta con cui comunicare, brevemente, velocemente.
Dalla fine dell’ottocento in poi, una infinità
di cartoline, come un silenzioso sciame di farfalle
multicolori, raggiunge la gente ovunque nel
mondo.
La cartolina illustrata va però oltre il comune
saluto, muove il ricordo di uomini e di cose,
riesce a richiamare in vita, sia pure per fugaci
momenti, personaggi di un tempo passato
quando si usava esporle in bella mostra, incastrandole
nella scanalatura del vetro di un’anta
della credenza o custodirle in voluminosi album
dal “sapore” liberty.
Spinto dalla passione che nutro verso le collezioni
in genere e in particolare per la cartolina,
ho raccolto, in trent’anni di ricerca, un campionario
sufficiente di immagini, per approfondire
la conoscenza del paese che amo, di cui mi sento
figlio e per mostrare come cartoncini di poche
pretese, hanno il potere di conservare ed evocare
interessanti momenti e cose del passato
(Giuliano Carnevale, Retrospettiva Fondina).
Mio unico compito è soffiare sullo strato di polvere
lasciato dal tempo, recuperando da quei fotogrammi
momenti di vita passati, ma non perduti.
L’età dell’oro della cartolina illustrata va
dagli ultimi anni dell’ottocento alla prima guerra
mondiale. Affidata sovente, alla mano di piacevoli
illustratori, non di rado artisti importanti,
quindi all’obiettivo di abili fotografi, la cartolina
apre l’età della comunicazione di massa.
Cartoncini colorati percorrono il mondo grazie
alla corrispondenza fra parenti ed amici, qualche
volta fra appassionati collezionisti che ne fanno
scambio, con la stessa funzione ma anche con
molta meno poesia degli odierni “messaggini”.
Le cartoline mostrano la storia con la esse
minuscola e non è affatto certo che valga meno
della storia ufficiale tanto è vero che quest’ultima
sta continuamente rivedendo i propri giudizi;
si pongono come documenti di vita offerti a
chi li sa leggere ed il collezionista raffinato, considera
oggi quei cartoncini colorati come oggetti
di antiquariato, testimoni della storia, dell’arte,
del costume di un’epoca.
Chi ha inventato e quando la cartolina?
L’ampia letteratura e purtroppo lo spirito di
campanilismo, rendono impossibile una risposta
definitiva. E’ una nascita forse quasi spontanea,
figlia di alcuni elementi fondamentali
del XIX secolo: i nuovi metodi di stampa e
l’enorme sviluppo del servizio postale, legato
alla nascita delle ferrovie ed alla adozione,
merito di Rowland Hill, del francobollo.
La prima idea di affidare alla posta non solo
delle lettere sigillate, ma anche dei cartoncini,
più leggeri e sbrigativi, è del barone von
Stephan, che la sottopone all’esame delle Poste
Imperiali nel 1865. Ottiene un rifiuto, che verrà
ribadito nel corso della Conferenza Postale di
Karlsruhe del 1867.
Ma ormai l’idea è matura ed il 1 Ottobre 1869
l’amministrazione postale Austriaca mette in
vendita la Corrispondez Karte, cm. 12,2x8,5, con
stampato, su cartoncino avorio, nel tradizionale
angolo a destra, in alto, un francobollo da 2
kreuzer, con la scritta Corrispondenz Karte al
RECTO dove può figurare solo l’indirizzo del
destinatario, mentre il resto della corrispondenza
viene riportato al VERSO.

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