NETTUNOCITTA.IT


NETTUNO

di DON VINCENZO CERRI

HOME - OPERE - INDICE

005 - 009 - 010 - 012 - 017 - 020 - 024 - 028 - 032 - 034 - 042 - 101 - 104 - 112 - 129 - 130 - 132 - 133 - 138 - 139 - 140 - 143 - 146 - 147 - 154 - 157 - 167 - 170 - 171 - 172 - 179 - 194 - 199 - 200 - 239

 

LE ORIGINI

UBICAZIONE DELLA CITTA' DI ANTIUM

 

Gli storici affermano concordemente che l'ANTIUM volsca occupava gran parte del territorio dell'attuale Nettuno; all'incirca da San Francesco fino alla località detta "Vignacce". Nella parte più alta della riviera (oggi: villa Borghese), sorgeva l'acropoli della città. Lungo tutto questo tratto si rinvennero grandi massi quadrilateri di pietra arenaria, che certamente dovevano essere resti delle antiche mura. Lo storico nettunese Giovanni Matteucci (8) ne trova conferma dai "ruderi tanti disseppelliti" in quella zona; mentre "a ponente (meno la via ardeatina) non si rinvennero mai ruderi di antica costruzione da tanti antichi e recenti scavi per fabbriche e vigneti".
Il medesimo Matteucci (9) così descrive la città:
"... era posta su di una prominenza (ora detto il colle delle vignacce o vigne devastate) in sassuoso luogo, che perciò Strabone nominò rupe: "Antium sita est in rupe": ed in tal felice posizione, che dominava con l'occhio l'ampiezza del mare e le vastissime laziali campagne. Sulla sommità di quall'ameno colle, torreggiava l'acropoli, o fortezza, che per tre secoli incirca fece fronte al romano valore. Intorno ad essa giaceva la famosa città ben murata e difesa: stendendosi quindi in più verso levante su quelle graziose cotlinette fin quasi alla gran piazza del commercio di terra e di mare: forum prò venalibus et navalibus (oggi: piazza Mazzini)" (10).

 

(8) G. Matteucci, Arciprete Parroco di Nettuno: Cenni storici dell'Anzio Antico, Nettuno e Porto d'Anzio. Roma, Vaselli, pag. 7, 1872.

(9) G. Matteucci: op. cit. pag. 7

(10) Qualche studioso moderno sostiene che il nucleo originario della città volsca di Antium sorgesse nel luogo occupato oggi dal borgo medioevale di Nettuno, che a quei tempi doveva essere uno sperone roccioso ad andamento irregolare, per tre quarti precipite verso il mare, fornito di un'abbondante sorgente di acqua pura {la "Fontana Vecchia"), requisiti essenziali allora per la fondazione di una città fortificata. Ne trova conferma dalla consuetudine dei popoli italici di costruire le città su colline che potessero offrire sufficienti garanzie di difesa naturale e potessero essere facilmente recintate di mura, e dalla posizione dell'antica strada romana che termina tra le vecchie mura dell'attuale Nettuno.

 

 

PROPRIETA' DEL SERVIZIO CARITAS
Autorizzazione alla pubblicazione concessa da
Mons. Vincenzo Cerri

DISTRIBUZIONE GRATUITA
Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta e trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti.