GIOVANNI ALBERTI

La piccola - grande storia
di S. MARIA GORETTI

 

13 - Una casa per sempre (Tagore)

Ora devo mettere fine ai giochi
della vita e delle forme.
È venuta la sera, la fine del giorno:
devo cambiare le mie vesti.
Al momento di partire mi volgerò indietro
e darò sfogo alle mie lacrime:
quello che sta davanti, eterno, senza meta
è anch'esso pieno di lacrime e di amore.

In quella patria sconosciuta troverò
dolci lettere dell'amico:
le onde dello spirito
danzano amando.
Nel ritmo, da quella lontana terra
risuonerà il flauto:
ancora in un volto sconosciuto
fiorirà il fiore dell'amore.

Alle sponde della nuova luce
farò sentire i miei canti
a Colui che è sempre con me
che circonda tutta la mia vita.
Lui che a primavera sotto le piante
si nasconde nel profumo dei fiori.
Lui che a maggio mi ha cinto
il collo con la sua collana.
Talora alla svolta della strada
si mostra per un momento:
solo, sta seduto in disparte,
indifferente al crepuscolo della sera.
Così Lui va e viene pieno di dolore
si sofferma nel mio cuore e poi s'allontana
parlando a voce sommessa.

Egli va e viene come
l'alta e la bassa marea:
possiamo conoscerLo
nel pianto e nel riso.
Con Lui non ho potuto costruire una casa,
sempre di strada in strada:
così con il filo dell'andare e venite
Egli prepara reti d'amore.

TAGORE

 

 

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