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MARIA GORETTI
Storia di un piccolo fiore di campo

di
GIOVANNI ALBERTI

La presente opera si può acqistare presso
il Santuario Madonna delle Grazie a Nettuno
Tel./fax 06 9854011
E-mail: lastelladelmare@libero.it
www.santuarionettuno.it

 

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48 - La dignità dei bambini


Il livello di civiltà espresso da una società si misura da come sa difendere i deboli: bambini, anziani, malati. Solitamente le massime finiscono per essere scritte su di una lapide, il passante guarda, legge, commenta e tira dritto.

Questa volta si presenta difficile qualsiasi tipo di contestazione e più che pensare alla lapide conviene guardarsi intorno.

"Fermate Erode" sta diventando un imperativo categorico sempre più attuale nel nostro tempo.

Erode è il personaggio biblico che firmò la prima strage degli innocenti; il suo nome evoca violenza, ingiustizia, prepotenza, vigliaccheria per tutto ciò che riguarda l'infanzia.

Da allora una lunga scia di sangue ha legato come un filo il destino di chi non può difendersi.

L'universo dei bambini: il mondo dove fiaba e realtà sembrano fondersi. Eppure se c'è un angolo di panorama dalle tinte schizofreniche e che caratterizzano questa nostra società è proprio quello che riguarda i bambini.

Si passa dal baby-chicco al baby-killer attraverso un percorso tortuoso dove patologia, business e cinismo si intrecciano e si respingono.

Osserviamo il mondo della moda-baby: uno zoom che mette a fuoco fino al parossismo arte ed affari, tenerezza e retorica, kitsch e senso dell'inutile. Il bilancio è di miliardi: la ricerca del firmato parte dalla culla per arrivare alle scarpette da ginnastica. Un quadretto tra il mondo di Disney e la fiaba di Biancaneve.

Ma chi indosserà quei capolavori del taglia-e-cuci? È proprio questo che i bambini desiderano? Che tipo di valori vengono inculcati? Che dire poi dei baby-appuntamenti? Una agenda fitta ed intrigata dove stress e frenesia degli adulti hanno preparato per i baby-consumatori pomeriggi e serate nevrotiche ed inutili. Cancellando di fatto i ritmi e l'aspetto ludico della realtà vista dai bambini. Solo due frammenti dello stesso problema: gli adulti proiettano il loro mondo nel totale disprezzo delle esigenze dei bambini.

Alla luce dei fatti, nonostante il look ed il bon ton, la violenza sui bambini, su piani diversi, non è minore di quella subita dai meninos de rua, dai chicos desaparecidos, dai bambini da trapianto fino ad arrivare ai bambini sfruttati a scopi sessuali e uccisi prima di nascere. Fenomeni questi di inquietante quotidianità che appaiono di solito nelle statistiche di fine anno, magari in concomitanza delle serate dello Zecchino d'oro.

Nel nome dei bambini si alimentano così falsi bisogni e cronaca nera, tenerezza e business. Intanto il fantasma di Erode si aggira insaziabile per quella che ormai viene definita una strage infinita.

L'11 dicembre 1946 nasce ufficialmente l'Unicef sullo scenario di un dopoguerra drammatico: l'inverno tra il 1946 e il 1947 fu durissimo. Milioni di persone senza cibo e senza riparo. In alcune nazioni la metà dei bambini morì di stenti e di fame. Nel 1959 l'Onu firma la Carta della Dichiarazione cei diritti dell'infanzia, un primo passo verso la Convenzione sui diritti dell'infanzia approvata nel 1990. Un impegno solenne preso da tutte le nazioni. Lina magna charta contro lo sfruttamento dei bambini e la difesa del diritto alla vita, alla istruzione e all'assistenza sanitaria.

Indimenticabile sul finire del 1994 la Lettera che il Papa ha scritto a tutti i bambini del mondo. Nello stesso tempo la terra ha assistito impotente a massacri in Bosnia, Ruanda, Burundi, Somalia, dove i bambini hanno pagato il prezzo più duro e devastante dell'arroganza degli adulti. Il Rapporto 1996 dell'Unicef termina con una nota positiva: "Raramente la comunità internazionale si è dimostrata così unita come sulla priorità da dare all'istruzione per tutti. È stata una dura lotta quella condotta per far sì che la vita dei bambini venisse seriamente considerata: c'è voluto mezzo secolo per porre l'infanzia al centro dello sviluppo internazionale del programma dei diritti".

La vicenda umana di S. Maria Goretti o di Marietta, come viene chiamata ormai da milioni di devoti, apre questo secolo all'insegna di cupi presagi. È la storia di una bambina ma con il fascino della santità, una storia destinata a far notizia durante l'intero secolo XX. Per questo la Goretti diviene portavoce e simbolo di una infanzia negata e tradita, ma anche di una infanzia che grazie alla fede ha trovato riscatto e dignità.

Una cornice di violenza e di prevaricazione dove la palude del cuore tracima nella Palude della vita quotidiana.

Le Paludi Pontine erano la zona franca della legge, il rifugio di ricercati e di avventurieri, un mare vasto di inesauribile inquietudine. Una famiglia numerosa, tanti figli e un padre morto a 40 anni nella zona più malarica del mondo. Siamo agli inizi del secolo (6 luglio 1902) ed i media di allora si fermano lungamente "sull'atroce delitto di Ferriere di Conca". Storie di ordinaria follia ai danni di una bambina di soli 11 anni. Un pugnale si alza per colpire, in omaggio alla legge del branco e della schizofrenia.

Marietta tuttavia non rimane per terra, ha il coraggio di rovesciare la dittatura del silenzio e dell'omertà. È piccola ma la fede ne ha fatto un gigante di umanità e di coraggio. Da vittima diviene protagonista, prende in mano lei la situazione, si ribella al destino di una età negata ed inutile. Al suo assassino denuncia l'assurdità del gesto, ricordando i voleri dell'Altissimo che le ha insegnato la sapienza dell'amore e la dignità dell'essere donna.

Dal momento dell'aggressione (5 luglio, ore 15) a quello della morte (6 luglio, ore 15,45) Manetta diviene un fiume in piena, è protagonista del suo ultimo giorno terreno. La maturità che viene dalla fede la fa maestra ed adulta, il suo abbecedario di piccola è scritto con l'inchiostro del calamaio di Dio.

I risultati sono sorprendenti, il coraggio nella sofferenza (il dottore rimane sbalordito), il coraggio di ribellarsi alla legge del ricatto (spiegherà esattamente i fatti accaduti), il ricordo dei fratelli dei quali si sente responsabile, il gesto del perdono nel nome di Gesù e la promessa del Paradiso al suo uccisore. Quasi una interlocutrice alla pari di quel Dio che ormai non può negarle nulla.

Questo coraggio e questa dignità lasciano un solco indelebile nella società e nella Chiesa. Ricordiamo il discorso di Enrico Berlinguer che ricorda l'esempio della Goretti e la canonizzazione del 24 giugno 1950 a piazza S. Pietro. Eventi che, ognuno alla sua maniera, proiettano la storia di Marietta nei sentieri misteriosi del simbolo più qualificato della dignità dei bambini.

 



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