I CORSARI DI TORRE ASTURA

di Antonio Pagliuca

 

 

27 - Un problema difficile da risolvere

L'ammiraglio trascorse la prima giornata dopo il suo ritorno da Istanbul negli uffici della marina da dove rincasò nel tardo pomeriggio.

Il sultano, Muhamed II, volendo accelerare la riorganizzazione dello stato, impegnò al massimo le personalità più qualificate dell'amministrazione per fare bene e presto.

L'ammiraglio dovette lavorare con il Comando Marina per la riorganizzazione della flotta del Mediterraneo sul cui equipaggio non si poteva più fare affidamento. A tal fine chiese ed ottenne il trasferimento volontario dei soldati dell'esercito negli equipaggi marittimi; particolarmente bene accetti sarebbero stati i temibili giannizzeri.

Per renderli meno pericolosi, si cercava in ogni modo di ridurne i reparti, di spezzettarli e di inviarli in località molto distanti fra loro al fine di renderne più difficile il concentramento. L'ammiraglio organizzò, inoltre un ciclo di conferenze da tenersi nelle caserme dei giannizzeri, per convincerli a trasferirsi in marina. Come conferenziere ufficiale fu scelto il capitano di corvetta Leonardo Petrucci accompagnato dal capo di terza classe della marina da guerra del sultano Ali Turi. Sì, proprio dal nostro Turi, che nella famiglia degli Italiani aveva ritrovato il suo focolare domestico e le gioie del vivere civile.

Forse perché più malvoluti e puniti per i loro misfatti, molti giannizzeri pensarono che avrebbero potuto vivere più tranquillamente trasferendosi, armi e bagagli, nei reparti della marina.

Le buone argomentazioni di Leonardo, ottimo conferenziere, erano integrate dalle suadenti promesse del nostro Ali Turi che giurava e spergiurava per la barba del Profeta che in marina le occasioni di incontrare belle figliuole erano innumerevoli; che avrebbero potuto visitare le città più belle del Mediterraneo e del Mar Nero; che avrebbero potuto guadagnare molto commerciando nei vari porti; che avrebbero potuto partecipare proficuamente ad azioni di rapina delle città nemiche, arraffando ogni ben di dio, non escluse le donne, che avrebbero potuto trattenere con sé o venderle ai migliori offerenti...

Se le sagge argomentazioni del capitano Petrucci li convincevano abbastanza per cambiare specialità, le inebrianti prospettive preconizzate da Ali Turi li rendevano impazienti di passare alla marina militare.

In qualche mese i giannizzeri rimasti nel loro corpo si ridussero alla metà, essendo l'altra metà passata in organico alla marina militare del sultano.

Della circostanza approfittarono anche il nostro Sebastiano e l'inseparabile suo amico Nedim Soydan, che, per intervento dell'ammiraglio, furono trasferiti al comando marina di Antalya.

L'ammiraglio Ismael Kania aveva volentieri interposto i suoi uffci a tale scopo anche perché, da quando lo aveva conosciuto, era restato edificato dalla saggezza, dalla cultura e della educazione di Sebastiano che, per disposizioni ministeriali, aveva avuto, come gli altri, il grado della marina militare corrispondente a quello che rivestiva presso il corpo dei giannizzeri; invece che tenente diventò, perciò, sottotenente di vascello, mentre il sergente maggiore Soydan Nedim diventò secondo capo di marina.

L'uno e l'altro, però, ebbero l'investitura nel grado dopo tre mesi di faticoso tirocinio.

Anche se stanco, l'ammiraglio non volle andare a letto senza aver giocato prima la solita partita a scacchi con Leonardo.

Dopo cena i due andarono nello studio del padron di casa per giocare la solita partita.

I risultati della sua ultima missione erano stati più che lusinghieri e l'ammiraglio esternava la propria soddisfazione con vezzosi gesti versò moglie e figli, con accattivanti dimostrazioni di simpatia nei confronti del personale di servizio e di quello subalterno.

Venendo meno alle sue abitudini discrete e signorili, si era messo a zufolare all'inizio della partita, facendo perdere a Leonardo un po' del suo ben noto " self contro! ", finché, quasi per reazione, questo gli piazzò sotto gli occhi una mossa da mozzargli il fiato che gli tolse ogni voglia di seguitare a zufolare!

- Stavi per farmela, ragazzo mio, ...ma sei troppo teso questa sera per vincermi! ...Ti sto osservando da un po' e ho la sensazione che qualche cosa non ti vada per il giusto verso... Che ti succede?

- Mio signore, è destino che io debba confidarmi con lei durante le nostre partite a scacchi!

- Bando ai preliminari, figlio mio... Cos'è che ti cruccia?

- Sono preoccupato per Assunta.

- Cos'ha Assunta? Non si sente bene?

- E' per Sebastiano!

- Per il Profeta! Stanno tutti e due male? Cos'è successo?

- Chi sta male è mamma Teresa!

Ma che storie son queste? Allora si tratta d'una epidemia generale! Eppure mi è parso che tutti e tre godano ottima salute.

- Non posso negarlo!

- Ma, insomma, ti decidi o no a dirmi quello che vuoi dirmi?

- Anche questa volta non trovo le parole!

- Guarda, guarda... chi non trova le parole! Hai convertito con quella tua lingua centinaia di giannizzeri che ora servono in marina...

- Quel che debbo dirle questa sera... ora... è molto, molto più difficile!

- Altri prigionieri Italiani ad Antalya?

- No!

- Allora?

- Non so se lei considera colpa l'innamorarsi.

- Colpa! ...Perché colpa? E' una cosa naturale, la più bella delle cose naturali, a meno che quell'amore non sia contro natura?

- Assolutamente no!

- Chi è l'innamorato?

- Sono due.

- Due?

- Sì, ammiraglio: Sebastiano ed Assunta si amano!

- Che Maometto li renda felici! ...Velocissimi, i due!...

- Lei sa che noi rispettiamo Maometto ma non seguiamo il Corano; il nostro Corano è il Vangelo di Gesù Cristo.

- Forse che Cristo vi proibisce di sposarvi?

- Assolutamente no; il Signore vuole che due cuori che si amano si uniscano in suo nome e con la sua benedizione.

- Perché mai Gesù non dovrebbe benedire il matrimonio di Sebastiano con Assuntina?

- Perché mamma Teresa non vuole!

- Teresa non vuole!? ...Perché mai?

- Perché sposarsi ...accoppiarsi ...senza la celebrazione del matrimonio cristiano è andare contro un comandamento di Dio. Per noi Cristiani il matrimonio è un sacramento al quale dobbiamo uniformarci!

- Ma, in questo caso, il loro matrimonio senza sacerdote sarebbe una questione di forza maggiore!

- Forza maggiore di questo tipo non giustifica il venir meno a tale precetto.

- Ma anche a noi il Corano da dei precetti che ormai sono stati superati dal tempo e dalla civiltà: oggi molti maomettani bevono il vino e quando sono all'estero mangiano carne di maiale, così come l'ho mangiata io in Europa.
- L'evoluzione in senso moderno c'è. stata anche per noi cristiani, ma essa riguarda solo gli accessori, non il dogma che è sostanza della nostra religione: i comandamenti di Dio, per farle un esempio, non si discutono; essi sono tali e quali Dio li volle e resteranno eternamente tali. Lo stesso dicasi per i sacramenti voluti da Gesù Cristo!

- Se è come tu dici, e se Teresa, Assunta e Sebastiano la pensano allo .stesso modo, io non saprei proprio cosa consigliarvi !

- Vede, signor ammiraglio: comincio a credere che mamma Teresa abbia ragione e che quei due poveretti debbano smettere di vedersi!

- Ora non ti riconosco più! Tu, così intelligente e così bravo lasciarti vincere dall'abbattimento come una femminuccia! ...Dormiamoci sopra. Forse domani potrò consigliarti qualche cosa... Ci penserò io; oh, se ci penserò!

..Deve pure esser-ci una via di uscita!

- Che Dio lo voglia!

- Smettiamo di giocare. Voglio pensarci su, prima di andare a letto. - concluse l'ammiraglio accompagnando Leonardo alla porta.

- Grazie, mio signore. Buona notte.

- Buona notte, Leonardo. Troverò bene una via d'uscita...

 

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