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LA FIGLIA DI IORIO

Tragedia pastorale
di Gabriele D'Annunzio

a cura di
BENEDETTO LA PADULA

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La Villa Borghese


La Villa Borghese (anche villa di Bell'Aspetto o Costaguti) si trova in un rigoglioso parco di circa quaranta ettari, un chilometro fuori dal centro abitato di Nettuno, affacciata sul mare Tirreno.

Viene costruita, nel 1648, ad opera del cardinale Vincenzo Costaguti (1612 -1660), appartenente a una famiglia di banchieri originari dì Genova, che si stabilisce a Roma nel 1585. Il fratello, cardinale Giovanni Battista (1636 - 1704) realizza a Roma la Cappella di S. Carlo ai Catilinarì e la villa a Porta Pia.

Il palazzo di famiglia in Roma affaccia su piazza Mattei, via della Reginella e piazza Costaguti. Il 22 aprile 1697, il cardinale G.B. Costaguti vi ospita il papa Innocenzo XII, in visita al palazzo Pamphilj di Nettuno e al porto neroniano. Tra gli ospiti illustri che la frequentano, figura la regina Cristìna di Svezia. La villa rimane proprietà dei Costaguti fino al 1818, anno in cui il marchese Luigi la vende a Giovanni Torlonia. Il 3 maggio 1832 i fratelli Alessandro e Carlo Torlonia la vendono al principe Camillo Borghese.

Capostipite di questa famiglia, originaria dei Borghi di Siena, i cui simboli araldici sono l'aquila e il drago, era Marcantonio I (1504 - 1574), valente giureconsulto. Il primogenito Camillo (1552 - 1621) era diventato papa con il nome di Paolo V Alte cariche ricoprono il nipote Scipione, ideatore di Villa Borghese a Roma, Marcantonio II, Paolo (1624 - 1646), il senatore della repubblica Marcantonio IV (1730 -1800) e i figli Camillo (1775 -1832) e Francesco (1776 -1839), avuti dal matrimonio con Adele de la Rochefoucauld. Camillo, nel 1803, sposa la sorella di Napoleone, Paolina.

Il 21 febbraio 1831 Camillo compra il feudo di Nettuno dalla Reverenda Camera Apostolica, bisognevole di danaro per sanare l'erario dello Stato Pontificio, sotto Gregorio XVI. Camillo lascia il feudo, compresa la villa di Bell'Aspetto, al fratello Francesco Borghese-Aldobrandini (Salviati per parte di madre). Il 29 maggio 1839, il feudo passa in eredità al figlio di Francesco, Marcantonio V (1814 - 1886) e da questi al figlio Paolo (1844 - 1920). Il parco viene disegnato verso il 1840. Successivamente Marcantonio realizza gli ampliamenti, ristrutturando il palazzo nel modo in cui si vede oggi.

Nel 1895, Paolo rischia di perderne la proprietà per una procedura fallimentare. Interviene il fratello Giuseppe, che ricompra la villa all'asta e la immette nella dote della figlia Genoveffa. Quando Genoveffa sposa il cugino Rodolfo (1880 -1963), figlio di Paolo, la villa ritorna nella linea primaria della famiglia.

Rodolfo è, dunque, il proprietario della villa nel 1903, quando Gabriele D'Annunzio vi trascorre l'estate e l'autunno, con la figlia Cicciuzza (Renata Montanara Albissola) e con Eleonora Duse e vi compone "La figlia di Iorio", l'Alcione e altre liriche.

Nel patrimonio della villa entrano, poi, l'arredo e la biblioteca provenienti dal viceré di Napoli (famiglia Statella, per parte della moglie di Giuseppe, la madre di Genoveffa).

Nel 1925 la villa è sottoposta a vincolo panoramico dal Ministero della Pubblica Istruzione e ospita la visita del Presidente del Consiglio di Benito Mussolini. A gennaio del 1944 diventa sede del quartier generale avanzato del 6° Corpo della V Armata americana.

Nel 1978 Steno Borghese da in concessione al Comune di Nettuno quattro ettari di parco, della zona a monte, da destinare a verde pubblico, mentre il parco e la villa sono riconosciuti e vincolati come monumento nazionale. La struttura architettonica dell'edificio conserva un impianto severo rimasto pressoché inalterato nel corso dei secoli, riflette l'essenzialità degli interni privi di qualsiasi partito decorativo. L'austera predominanza del pieno sul vuoto ne fa un esempio di palazzo mastio, dove è difficile rilevare particolarità architettonico-stilistiche. Il portale d'ingresso è su stipite a bugne con mascherone in chiave di piattabanda, con il rilievo delle tre stelle del cardinale Costaguti. Nel parco sono rimasti il castelletto e una torre ettagona (torre dei venti o torre del forno), con volta a cupola, provvista di oculo.





OPERA APPARTENENTE AL FONDO BIBLIOGRAFICO
"100 LIBRI PER NETTUNO" Edizione del Gonfalone 2003
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